Papa Francesco chiama Alessandro e Luana

Continuano le telefonate a sorpresa di Papa Francesco. Questa volta il Santo Padre ha chiamato Alessandro Marchetta, un impiegato di una ditta pistoiese che però, essendo impegnato in una riunione, non ha risposto davanti a un "numero sconosciuto". Alessandro Marchetta e sua moglie Luana, avevano scritto al Papa chiedendogli di battezzare il loro figlio, Simone, nato qualche mese fa.
Dietro la richiesta della coppia un tragico incidente avvenuto lo scorso anno: l'uomo, facendo retromarcia, ha investito e ucciso per errore la primogenita di un anno e mezzo, Alessia. Poco dopo il Papa ha telefonato al parroco della coppia per spiegargli l'impossibilità di accogliere la richiesta e pregarlo di stare vicino alla famiglia. "Papa Francesco - racconta il parroco - mi ha chiesto di stare vicino a quei genitori, di pregare per loro, di aiutarli a crescere nella fede". I cristiani non vivano all'acqua di rosa I cristiani devono prendere seriamente la propria fede, non all'acqua di rosa. Questo il messaggio di Papa Francesco nella liturgia odierna alla Domus Santa Marta. "Con la fede - ha detto - dobbiamo portare avanti le opere che nascono da questa fede: opere per la santificazione". Il Papa ha poi aggiunto: "Bisogna fare le opere di giustizia, opere semplici". "Quando noi diamo da mangiare a un affamato - ha detto - ricreiamo in lui la speranza. E così con gli altri". "Se invece accettiamo la fede e poi non la viviamo - ha concluso Francesco - siamo cristiani soltanto a memoria". Combattere le intolleranze Questa mattina Papa Francesco ha ricevuto in udienza generale i membri della delegazione "Simon Wiesenthal Center", organizzazoine internazionale ebraica per la difesa dei diritti umani. "Ho avuto modo di ribadire più volte, in queste ultime settimane, la condanna della Chiesa per ogni forma di antisemitisimo. Oggi vorrei sottolineare come il problema dell'intolleranza debba essere affrontato nel suo insieme" ha detto il Papa. "Là dove una minoranza qualsiasi è perseguitata ed emarginata a motivo delle sue convinzioni religiose o etniche - ha aggiunto - il bene di una società è in pericolo e tutti dobbiamo sentirci coinvolti".

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