«Voglio venire a Taranto, incontrare quanti trepidano per la salute e per il lavoro»
Parole di Papa Francesco. Semplici e cariche di coinvolgimento. Quelle che hanno fatto breccia nei cuori di milioni di persone nel mondo e che ora agitano anche quelli dei tarantini. Il suo desiderio di visitare la città dei due mari espresso ieri al vescovo di Taranto, monsignor Filippo Santoro, chiamato direttamente dal pontefice in udienza privata, ha fatto immediatamente il giro della città. Sul web si sono rapidamente moltiplicate le attestazioni d’affetto e gli inviti. Resta lo scoglio di un’agenda 2014 non ancora completa ma già ricca per Bergoglio di appuntamenti internazionali. Monsignor Santoro, non si è perso d’animo e, dopo l’invito spedito qualche tempo fa, ieri ha giocate tutte le carte a sua disposizione per portare Francesco nella città dove salute e lavoro sembrano ineluttabilmente destinati a fronteggiarsi. Il pontefice vuole esserci tra gli operai e gli ambientalisti, tra chi ha paura di morire di fame e chi ha paura di morire di tumore. E la sua visita potrebbe dare uno slancio significativo al lavoro di riconciliazione che monsignor Santoro sta portando faticosamente avanti dal 26 luglio 2012, giorno in cui la magistratura ha sequestrato l’area a caldo dell’Ilva e la città è piombata in un vortice di paura, rabbia e rassegnazione.



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